Infiammazione della prostata: sintomi, cause, rimedi e cibi da evitare con prostatite acuta o cronica

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    Infiammazione della prostata sintomi, cause, rimedi e cibi da evitare con prostatite acuta o cronica

    Infiammazione della prostata: i sintomi

    L’infiammazione della prostata è una condizione che affligge esclusivamente gli uomini, dotati di questo organo deputato alla produzione di sperma. La prostata è un organo che si trova poco al di sopra dello scroto, dunque poco facilmente accessibile.

    La sua infiammazione è un evento che, a eccezione di alcune cause straordinarie, è assolutamente comune, e si stima che almeno una volta nella vita ogni uomo la sperimenti.
    L’infiammazione della prostata è, come si evince dal termine stesso, un processo infiammatorio che solitamente si manifesta con bruciore e, in certi casi, prurito che interessa tutta l’area pelvica.

    Naturalmente, nel caso di infiammazione della prostata, anche la defecazione o l’espulsione dell’urina possono diventare problematiche, per via della vicinanza degli organi deputati a queste azioni con la prostata, la quale può esserne ulteriormente irritata.
    In caso di infiammazione della prostata cronica, anche l’atto sessuale può essere fonte di dolore e bruciore, soprattutto al momento dell’eiaculazione, la quale stimola l’azione della prostata, sottoponendola a ulteriore stress e sollecitazione.

    Se c’è infiammazione prolungata, il paziente può mostrare febbre alta, dolore generalizzato e persino tracce di sangue nello sperma.
    C’è tuttavia da sottolineare che in certi soggetti l’infiammazione della prostata può essere del tutto asintomatica. Si tratta di una prostatite definita dai medici “di IV tipo”, in cui nonostante la presenza in circolo delle citochine correlate all’infiammazione il paziente non avverte alcun tipo di sintomo. Proprio per questo motivo, è importante sottoporsi regolarmente a test diagnostici adeguati.

    Infiammazione della prostata: differenze tra acuta e cronica

    A seconda dei fattori scatenanti, si possono ottenere quattro tipologie di prostatite, complessivamente suddivise in acute e croniche. Le prime due tipologie di infiammazione della prostata (I e II) sono di origine batterica, e mentre la prima è acuta, la seconda è cronica.

    La differenza tra la prima tipologia e la seconda è che quest’ultima deriva da una mancata cura della precedente. Si tratta di una prostatite che può perdurare per mesi, se non anni, la quale mostra tuttavia sintomi intermittenti ma di minore intensità.

    Caratteristica principale della prostatite acuta, al contrario, è quella di avere un decorso relativamente veloce (anche di pochi giorni, nel caso di diagnosi e trattamento immediati), ma di presentare in ogni caso sintomi decisamente più intensi della manifestazione cronica.

    Se la prostatite di tipo IV è differente rispetto alle altre per l’assenza di sintomi, quella di tipo III include tutte le cause non batteriche della malattia, e può essere o meno acuta.

    Cause della prostatite

    Come già accennato, le cause della prostatite possono essere divise in due grandi categorie, ovvero batteriche e non.
    Le cause batteriche includono principalmente tutti quei microrganismi che possono causare un’infezione prolungata che coinvolge, direttamente o non, l’apparato riproduttore in generale e la prostata nello specifico.

    I microrganismi correlati a un’infezione acuta della prostata possono essere molteplici, e provenire da diversi ambienti. Un fattore di rischio, ad esempio, è il rapporto sessuale non protetto, poiché nella vagina possono risiedere alcuni batteri e funghi responsabili di infiammazioni non solo della prostata, ma anche generalizzate.
    Anche bere poca acqua, ad esempio, può provocare l’infiammazione delle vie urinarie e indurre un’irritazione della prostata, in quanto l’assenza di acqua crea un ambiente favorevole alla proliferazione microbica nei tessuti.

    Se l’infiammazione batterica di tipo acuto può essere causata da precisi agenti eziologici, quella cronica è correlata indubbiamente alla mancanza di cure del caso precedente; tuttavia, secondo la letteratura scientifica anche l’infiammazione cronica potrebbe essere causata da precisi microrganismi, anche se non sono ancora stati evidenziati con chiarezza.

    Per ciò che concerne l’infiammazione di III tipo, ovvero non correlata ad alcun microrganismo, i ricercatori non sono concordi nell’aver individuato una precisa causa scatenante. Si sospetta, in ogni caso, che l’infiammazione alla prostata non batterica sia causata da un insieme di fattori quali stressproblemi neurologici e indubbiamente un’avversione del sistema immunitario. Tuttavia, per ottenere notizie certe sono necessarie ulteriori ricerche.

    Rimedi alla prostatite

    I rimedi per l’infiammazione della prostata possono essere complessivamente divisi in due categorie: farmacologici o naturali.

    Rimedi farmaceutici

    I rimedi di natura farmacologica a cui ricorrere dipendono strettamente dal tipo di causa che provoca l’infiammazione della prostata; come già accennato, essendo le cause scatenanti profondamente diverse, è indispensabile una diagnosi corretta e puntuale per individuare la soluzione più idonea al problema. Nel caso di una prostatite del primo tipo, di natura batterica, è spesso richiesto l’utilizzo di antibiotici, specifici a seconda dell’agente eziologico coinvolto.

    Nel caso dell’infiammazione della prostata di secondo tipo, indubbiamente sono necessari antibiotici, anche se può essere difficile individuare il farmaco più idoneo a causa della difficoltà nell’individuare il microrganismo direttamente coinvolto. In ogni caso, è assolutamente indispensabile il consulto di un medico.
    Agli antibiotici, soprattutto se si soffre di prostatite acuta, può essere utile abbinare degli antinfiammatori, finalizzati a ridurre l’intensità dei sintomi nella persona. Inoltre, se nell’urina o nello sperma si evidenziano tracce di sangue, il medico può consigliare l’assunzione di coagulanti, atti a favorire la chiusura della ferita.

    Rimedi naturali

    È possibile prevenire o ridurre i sintomi anche utilizzando dei rimedi naturali. Ad esempio, si consiglia di bere molta acqua se si soffre di un’infiammazione, perché può favorire la diminuzione dei sintomi. In alternativa all’acqua, è possibile assumere alcuni decotti a base di erbe rilassanti, che rilassano i muscoli e diminuiscono il fenomeno infiammatorio.

    Si possono, ad esempio, utilizzare piante come le ortiche, che contengono fitosteroli e tannini; vi sono poi alcune molecole che agiscono come ormoni, le quali vanno a riequilibrare il rapporto tra ormoni maschili e femminili. Questo equilibrio è necessario per favorire un corretto funzionamento dei testicoli e dei muscoli pelvici, influenzando dunque indirettamente la prostata.
    È possibile poi ricorrere anche ai semi di zucca, che svolgono pressoché la stessa azione esplicata dai principi contenuti nell’ortica.

    Un altro rimedio contro la prostatite potrebbe essere l’assunzione di quercetina, un flavonoide di cui abbiamo parlato in questo articolo.

    Integratori contro la prostatite

    In commercio esistono degli integratori naturali a base di erbe in grado di alleviare i sintomi dell’infiammazione alla prostata, i migliori sono senza dubbio Urotrin e Prostatricum.

    I cibi da evitare se si soffre di infiammazione della prostata

    Se si soffre di infiammazione della prostata, è necessario evitare alcuni alimenti. Non importa che si tratti di un’infiammazione acuta o cronica: nel primo caso, infatti, questi cibi possono peggiorare i sintomi, mentre nel secondo provocarne l’aumento dell’intensità.

    Sono da evitare alimenti troppo complessi e difficili da digerire, nonché contenenti grassi di origine animale: questi alimenti, infatti, possono causare stipsi, ed essere dunque responsabili dell’infiammazione delle pareti pelviche per via della difficoltà nell’evacuazione.

    Naturalmente, è indispensabile evitare alimenti irritanti, tra cui il peperoncino: questa spezia, infatti, rilascia in circolo alcune molecole come la capsaicina, che provocano l’aumento dei processi infiammatori, rischiando persino di scatenare una situazione “silente” (come nel caso della prostatite di tipo IV).

    Allo stesso modo, sono da ridurre caffeina e altre bevande contenenti molecole nervine, come il caffè, il  e l’alcool, attivo a livello neurale. In particolare, tra i tè è opportuno evitare quelli neri, più concentrati rispetto ai verdi di teina (un composto chimico identico alla caffeina).

    Al contrario, introdurre nell’organismo antiossidanti – in grado di contrastare l’attività di alcune scorie potenzialmente irritanti per la prostata – è particolarmente consigliato, così come evitare l’assunzione di cibi troppo degradati, tra cui quelli cotti o bruciati.

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