Attacchi di fame nervosa: cause e come combatterli

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    Attacchi di fame nervosa

    Il rapporto tra l’essere umano e l’alimentazione, si sa, è piuttosto complicato. Molte delle specie animali esistenti sulla Terra si nutrono per fare scorta di energie, per difendersi da periodi di carestia e, semplicisticamente, per sopravvivere.

    L’essere umano, invece, ha un rapporto edonistico con il cibo, decisamente molto più complesso di quanto si possa immaginare. Anche altre specie animali, ovviamente, provano piacere dal cibo che mangiano (altrimenti le papille gustative non avrebbero senso di esistere dal punto di vista dell’evoluzione), ma per l’uomo odori, sapori e perfino l’abbinamento degli alimenti hanno un’importanza molto più elevata, in molti casi, dello stesso valore nutritivo.

    Come si può facilmente intuire, il discorso coinvolge in maniera importante la psiche e la sfera emotiva dell’essere umano, tant’è vero che il mondo della psicologia ha da anni riconosciuto i disturbi alimentari come veri e propri problemi psicologici.

    È esattamente in questo contesto che si collocano gli attacchi di fame nervosa: si tratta di un tema molto interessante e complesso da affrontare, che abbraccia due aree molto vaste e interessanti, ovvero la psicologia e l’educazione alimentare.

    Purtroppo, quando non si riescono a gestire, gli attacchi di fame nervosa possono rappresentare un problema molto serio, e in alcuni casi persino mettere a repentaglio la vita dell’individuo.

    Ecco, dunque, tutte le informazioni necessarie in merito agli attacchi di fame nervosa, per comprendere bene cosa sono, come distinguerli e soprattutto come contrastarli.

    Attacchi di fame nervosa: cosa sono

    È capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di ingozzarsi di qualunque cosa ci fosse in casa, per poi provare degli insistenti sensi di colpa nel momento immediatamente successivo all’abbuffata. Questa semplice e comune situazione delinea i tratti fondamentali di un vero e proprio attacco di fame nervosa.

    Più specificamente, un attacco di fame nervosa si verifica quando l’individuo è propenso a mangiare quantità elevate di cibo, spesso senza alcun criterio preciso di selezione, anche se l’organismo non richiede espressamente l’introito di energia e non è in stato di denutrizione.

    Non è un caso che nell’ultima revisione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la fame nervosa sia stata introdotta come un disturbo vero e proprio, il quale può essere riconosciuto mediante l’osservazione di alcuni sintomi e per il quale vi sono cure adeguatamente studiate.

    Ovviamente, i soggetti affetti dal disturbo vero e proprio – sulla base dei sintomi riportati nel Manuale a cui si fa riferimento sopra – necessitano di opportune terapie in quanto il problema può essere invalidante per la vita.

    Nella maggior parte dei casi, per fortuna, non è così: anche i soggetti non interessati dal disturbo possono avere attacchi di fame nervosa, più o meno frequenti.

    Per il solo fatto che questi fenomeni hanno natura saltuaria, non vuol dire che non vi sia necessità di mobilitarsi per ridurli o eliminarli. Soprattutto se si segue una dieta specifica, una piccola deviazione rispetto al regime alimentare standard può compromettere settimane e settimane di sforzi.

    Anche se non si segue un regime alimentare ad hoc, tuttavia, gli attacchi di fame nervosa possono creare problemi, alterando l’apporto energetico giornaliero o provocando indigestioni e coliti (soprattutto se si mangiano alimenti diversi in grandi quantità, sovraccaricando stomaco e intestino).

    Senza contare poi che, oltre al malessere fisico, gli attacchi di fame nervosa possono compromettere anche l’umore e la soddisfazione mentale, per via dei sensi di colpa che seguono.

    Comprendere dunque cosa sono gli attacchi di fame nervosa e in cosa questi differiscono rispetto all’appetito vero e proprio (cioè supportato da esigenze fisiologiche e biologiche) è relativamente semplice.

    Come per ogni problema, però, è necessario comprenderne adeguatamente i fattori scatenanti e i meccanismi che ne causano la ripetizione per arrivare alla descrizione delle potenziali soluzioni e, di conseguenza, selezionare il rimedio che meglio risponde alle esigenze del singolo soggetto.

    Cause degli attacchi di fame nervosa

    Come già accennato, gli attacchi di fame nervosa sono principalmente correlati a fenomeni di natura psicologica, ma non esclusivamente.
    Di certo, la componente umorale gioca un ruolo cruciale nel definire intensità e frequenza degli attacchi di fame nervosa.

    Per poter immaginare in maniera chiara questo concetto, è sufficiente pensare a una situazione proverbiale: l’acquisto e il consumo smoderato di gelato in seguito a una delusione d’amore.

    Si tratta ovviamente di una rappresentazione figurata tipica della commedia romantica, eppure il fenomeno che avviene è quantomai realistico. La persona che piange per la rottura con il/la proprio partner e nel frattempo mangia un barattolo intero di gelato, infatti, non lo fa per via di una specifica esigenza dell’organismo, ma per via di un attacco di fame nervosa.

    In questo contesto, il ruolo edonistico del cibo diventa chiarissimo: si mangia anche per consolarsi, per trovare una valvola di sfogo alle proprie emozioni forti.

    Persino la noia è un’emozione che provoca attacchi di fame nervosa e compulsiva, portando l’individuo a mangiare qualunque cosa si trovi nella dispensa, senza nessun tipo di distinzione.

    In molti casi, però, capita che i soggetti affetti da attacchi di fame nervosa neghino il problema che li affligge. La fase di negazione è molto pericolosa, poiché se non si riconosce di avere un problema è difficile mobilitarsi per risolverlo.

    La negazione, a sua volta, affonda le radici in una problematica ben più grave: l’incapacità di riconoscere qual è il fattore che ha scatenato gli attacchi di fame nervosa. Non essere in grado di definire qual è l’emozione o l’evento che ha dato il via al problema rende l’indagine molto più complessa.

    Sulla base di quanto detto, si comprende che è fondamentale cercare di individuare il momento esatto o la catena di eventi che ne ha rappresentato la causa, e soprattutto guardare il proprio rapporto con il cibo in maniera critica e oggettiva, impegnandosi di riconoscere quando il pasto è motivato da esigenze biologiche e quando no.

    Questo punto, in particolare, solleva un’altra importante questione: spesso, i soggetti affetti da attacchi di fame nervosa non sono in grado di discriminare questi dall’appetito vero e proprio.

    Se le cause degli attacchi di fame nervosa afferiscono maggiormente alla sfera psichica, l’incapacità di discernere il vero appetito da una crisi può avere serie ripercussioni sulla salute dell’individuo e sui meccanismi biologici che regolano l’organismo umano, in quanto si rischia di non fornire all’apparato digerente il materiale necessario quando si presenta l’esigenza.

    Naturalmente, tutte le cause psicologiche degli attacchi di fame nervosa hanno delle chiare e serie ripercussioni sui meccanismi bioregolatori che controllano l’appetito. In particolare, situazioni di stress o emozioni spiacevoli sono correlati alla presenza di cortisolo, più noto come ormone dello stress.

    Semplificando il discorso, secondo alcuni studi l’ormone dello stress è direttamente correlato all’assenza di leptina, un altro modulatore che agisce a livello ipotalamico, generando la sensazione di sazietà. Di conseguenza, maggiore è lo stress, minore è la leptina e più intenso è il bisogno di mangiare.

    Ovviamente, tutto ciò conduce in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire, perché – come già accennato – il consumo spropositato di cibi genera sensi di colpa, anch’essi associati alla maggiore concentrazione di cortisolo.

    Perché bisogna curare gli attacchi di fame nervosa?

    Anche quando il proprio caso non presenta gli elementi necessari per essere riconosciuto come un vero e proprio disturbo mentale, è molto importante cercare di controllare gli attacchi di fame nervosa.

    Le conseguenze di questi attacchi, anche se la loro frequenza è abbastanza diluita nel tempo, possono essere gravi.

    Ad esempio, non si devono assolutamente trascurare i sensi di colpa che si percepiscono in seguito all’abbuffata. Sono molte le persone che, per via di attacchi di fame nervosa saltuari, sono finite nel vortice di un disturbo mentale ben più grave (e anche più noto): la bulimia.

    Non bisogna mai trascurare, quindi, i messaggi che l’organismo trasmette, in quanto possono rappresentare una vera e propria richiesta d’aiuto, che può essere accolta solo con molta forza di volontà.

    Rimedi per gli attacchi di fame nervosa

    Nonostante i tanti problemi associati agli attacchi di fame nervosa, per fortuna è possibile ricorrere a diversi rimedi e soluzioni. Assodato che, qualora gli attacchi diventino sempre più frequenti e intensi l’unica soluzione veramente plausibile consiste nel contattare un esperto di psicologia umana, di certo è possibile adottare dei rimedi in grado di contrastare il problema.

    Rimedi casalinghi per gli attacchi di fame nervosa

    In molti si chiedono come gestire gli attacchi di fame nervosa, e allo stesso tempo in pochi sanno che, negli anni, sono stati messi a punto diversi metodi.
    Il punto focale della questione, ovviamente, consiste nell’indurre uno stato di benessere a livello mentale, attraverso la produzione di endorfine.

    Un rimedio casalingo molto semplice da utilizzare in caso di attacchi di fame nervosa consiste nell’ascoltare musica. Non è importante il genere selezionato: è sufficiente che essa sia di proprio gradimento.

    La musica e, in un campo più vasto, la percezione di suoni da parte dell’orecchio umano, sono in grado di mettere di buonumore e di favorire il rilascio di endorfine nel sangue. Non a caso, in tempi recenti si sta facendo strada nel mondo della psicologia la musicoterapia, finalizzata a sfruttare le onde sonore proprio per curare disturbi specifici.

    La scienza, al contrario di quello che si possa immaginare, è piuttosto vasta e complessa, ed è supportata da una produzione scientifica di tutto rilievo, tant’è che ad oggi sono moltissimi gli esperti del suono che collaborano con artisti e musicisti per creare melodie che favoriscano il benessere psicologico.

    Il discorso è analogo per gli artisti che propongono i suoni naturali per calmare e rilassare (basti pensare al ticchettio della pioggia sulle finestre, al suono del vento o delle onde del mare che s’infrangono sugli scogli).

    Ovviamente, per maggiori dettagli si consiglia di contattare un esperto del settore. Tuttavia, prima di mettersi in contatto con uno specialista, è possibile senza dubbio ascoltare la propria musica preferita o, in alternativa, cercare canali YouTube gestiti da persone che sfruttano la propria voce e i suoni per calmare e distendere i nervi.

    Tra i rimedi da mettere in pratica a casa, inoltre, i ricercatori sono piuttosto concordi nel consigliare di esprimere il proprio malessere. Se si riconosce di avere un attacco di fame nervosa ma non si riesce a capire quale sia l’emozione che sta alla sua base, una buona soluzione può essere quella di cercare di mettere per iscritto ciò che si prova in quel preciso istante.

    Secondo gli esperti, esprimere a voce o su carta le proprie sensazioni ha un effetto simile a quello di una seduta da un terapista. Naturalmente, il professionista è in grado di dare una risposta e fornire degli stimoli per esprimere maggiormente le proprie sensazioni, dunque le due soluzioni non sono comparabili, ma ricorrere alla carta può essere un ottimo punto di partenza.

    Attività fisica per gestire gli attacchi di fame nervosa

    Negli ultimi anni, per fortuna, un importante concetto si è affermato non solo nella comunità scientifica, ma anche nell’opinione pubblica: lo sport fa bene alla mente. Fare sport, infatti, provoca il rilascio di endorfine, contrastando l’azione del cortisolo. Oltretutto, praticare attività fisica fa molto bene al corpo.

    Sebbene qualunque sessione di allenamento possa essere ritenuta efficace per rimediare al problema, vi sono delle discipline che sono più idonee di altre. In particolare, come facilmente intuibile, attività orientali tra cui lo yoga e la meditazione, il cui scopo è quello di entrare in contatto con il proprio io interiore, sono particolarmente suggerite.

    Attraverso la meditazione, oltretutto, si riesce a raggiungere uno stato mentale più solido, imparando a controllare anche futuri attacchi di fame nervosa, nonché riuscendo a scavare con maggiore efficacia nelle proprie emozioni, in modo da individuare le cause scatenanti degli attacchi.

    Per praticare con efficacia questi sport, ovviamente, si consiglia di affidarsi a esperti nel campo. Con i suggerimenti di uno specialista piuttosto che con il fai-da-te, infatti, si riesce a raggiungere più velocemente una conoscenza profonda della disciplina, ottenendo non solo risultati apprezzabili ma anche un supporto psicologico più intenso.

    Naturalmente, in questo contesto si collocano alla perfezione anche le tecniche di meditazione, alcune delle quali perfettamente integrate con le discipline sportive tra cui yoga e pilates.

    In generale, come accennato in precedenza, qualunque sport può essere utile per contrastare gli attacchi di fame nervosa. Pertanto, è buona norma eseguire regolarmente un’attività fisica, per dare benessere a corpo e spirito.

    Combattere i disturbi legati al cibo con il cibo

    Sembra assurdo, ma per combattere gli attacchi di fame nervosa è possibile ricorrere anche ad alcuni specifici alimenti. Per la precisione, consumare cibi in grado di dare un senso di sazietà prolungato può essere utile per contrastare meccanicamente l’insorgenza di attacchi di fame nervosa.

    Gli ingredienti principali, in questo contesto, sono quelli che non apportano molte calorie per l’organismo umano: le fibre. Queste, infatti, vengono fermentate dai microrganismi del colon, ma non vengono assorbite a livello dell’intestino, per l’assenza di enzimi specifici.

    Tuttavia, quando le fibre arrivano nello stomaco, entrano in contatto con l’acqua e si gonfiano, occupando tutto il volume a propria disposizione.

    Vi sono poi ingredienti in grado di interferire con ghiandole e neurotrasmettitori, provocando un senso di benessere prolungato e intenso. Basti pensare al cioccolato fondente, ad esempio, nonché all’estratto di arancia amara e ad alcune erbe.

    Molti di questi ingredienti sono stati inclusi all’interno di innumerevoli integratori alimentari blocca-fame che, oltre a fornire un beneficio per l’organismo sotto altri punti di vista, contribuiscono a ridurre drasticamente gli attacchi di fame nervosa.

    Come sempre quando si parla di integratori alimentari, tuttavia, non bisogna fraintendere: questi non vanno intesi come la soluzione definitiva a tutti i problemi, né come sostituti di una dieta sana ed equilibrata. Il loro contributo può essere decisivo, ma solo se vi è il supporto di una terapia solida.

    Conclusioni

    I disturbi alimentari sono numerosi e molto diffusi nella società odierna, sempre più caratterizzata da stress, ansia, malumore e problemi psichici. Alcuni di questi, tra cui anoressia e bulimia, sono piuttosto noti, mentre degli attacchi di fame nervosa e della loro gravità si parla meno.

    È necessario prestare la massima attenzione agli attacchi di fame nervosa, che possono avere delle ripercussioni importanti sulla salute dell’individuo. L’aiuto di uno psicologo nei casi più gravi è assolutamente necessario, mentre per fenomeni saltuari – per fortuna – esistono rimedi molto validi.

    Anche quando gli attacchi di fame nervosa sono sporadici ma con cadenza regolare, però, è importante cercare di trovare una soluzione il prima possibile. Trascurare il problema può infatti indurre gradualmente in situazioni ben più gravi e spiacevoli.