Migliori integratori per rimanere incinta 2020: Guida all’acquisto

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    Il desiderio di ampliare la propria famiglia è comune a moltissime giovani coppie che hanno da poco intrapreso il percorso matrimoniale, ma è anche una giusta prerogativa di donne di età più avanzata che desiderano percepire la presenza di una nuova vita nel proprio corpo.

    Per quanto in natura il processo necessario da seguire per rimanere incinta sia ben noto, c’è da dire che un rapporto sessuale non garantisce la fecondazione, purtroppo. In gioco, infatti, ci sono molteplici fenomeni di natura biochimica che condizionano fortemente il raggiungimento di questo risultato.

    Numerosi studi scientifici, nel corso degli anni, si sono ampiamente concentrati sui meccanismi che regolano la fecondazione a livello ormonale, indicando periodi migliori per la riproduzione e fornendo informazioni preziose. Tra queste, ad esempio, vi è la possibilità di osservare il muco prima del ciclo per capire qual è il momento di massima fertilità.

    Tuttavia, da queste ricerche è emerso anche che molti uomini e molte donne sono, in effetti, poco fertili: in altre parole, questi soggetti dispongono di poche cellule deputate alla riproduzione, dunque per queste coppie può essere più complicato avere un bambino.

    In questo articolo, nello specifico, verranno trattati gli integratori di fertilità femminile, non senza prima aver capito quali sono i meccanismi e dunque le potenziali soluzioni per aumentare la fertilità femminile. Ecco, dunque, tutto ciò che c’è da sapere in merito al tema.

    Infertilità femminile, un fenomeno multifattoriale

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    Come già detto, le cause dell’infertilità femminile sono molteplici, e possono agire su diversi fronti: alcune di queste problematiche possono, ad esempio, condizionare la secrezione di alcuni ormoni, mentre altre inibiscono la formazione di un ambiente favorevole ad accogliere la cellula fecondata che diventerà poi uno splendido bambino.

    Conoscere e soprattutto identificare qual è il problema principale dell’infertilità femminile è una condizione necessaria per poter adottare una soluzione mirata e specifica. Soluzione che, nella maggior parte dei casi, può essere un semplice integratore per rimanere incinta, e non necessariamente un costoso farmaco.

    Il ruolo di alcune infezioni

    Quando si parla di infertilità femminile, molto spesso viene dimenticato un fattore molto importante, di cui è invece necessario parlare: il microbioma vaginale.

    Come in altri siti dell’organismo umano, il microbioma riveste un ruolo di fondamentale importanza. La presenza e l’attività di microrganismi buoni a livello del colon sono, ad esempio, correlati a numerosi benefici per tutto l’organismo, partendo dalle difese immunitarie per finire alle performance cognitive.

    Come il colon, anche l’organo riproduttivo femminile presenta numerosi microrganismi, tutti associati a funzioni più o meno importanti per il benessere di tutta l’area. Un’alterazione di questo microbioma può avere serie ripercussioni sulla fertilità.

    È il caso, ad esempio, del batterio denominato Clamydia. Questo batterio, considerato un parassita intracellulare, può infatti essere molto pericoloso. Negli anni, infatti, numerosi studi hanno dimostrato che la contaminazione da parte di questo microrganismo può raggiungere le tube di Falloppio, causando una pericolosa occlusione.

    Il ruolo delle tube di Falloppio è estremamente delicato: si tratta infatti di piccole cavità, lunghe non più di 7/8 centimetri, che devono incanalare le cellule uovo prodotte dall’ovario fino all’utero, dove può avvenire l’incontro con lo spermatozoo.

    È chiaro che una qualunque alterazione del funzionamento delle tube di Falloppio, tra cui il danneggiamento della membrana causato proprio dalla Clamydia, rende di fatto complesso se non impossibile il contatto dell’oocita con lo spermatozoo.

    Sebbene per trattare la Clamydia servano cure specifiche per le quali è fondamentale consultare un medico, è possibile tuttavia ricorrere – in maniera del tutto preventiva – a integratori per rimanere incinta il cui ruolo è proprio quello di garantire un microbioma vaginale bilanciato ed equilibrato.

    Molti di questi formulati sono, in effetti, integratori di probiotici. Un probiotico è un microrganismo che, se assunto in quantità sufficienti e in condizioni di vitalità (cioè se è capace di riprodursi), esplica un’azione benefica sull’organismo umano opportunamente documentata da trials clinici.

    I probiotici pensati per questo problema, dunque, sono quelli che, se introdotti per via vaginale oppure orale, possono stabilirsi in loco e competere con i parassiti per i nutrienti, evitandone dunque la presenza.

    Quando si usa un integratore per rimanere incinta a base di probiotici è tuttavia importante tenere in considerazione alcuni fattori. Innanzitutto, gli effetti dell’assunzione di questi microrganismi non sono immediati. Secondo numerosi studi, per poter apprezzare effettivamente i benefici derivanti dall’assunzione di probiotici, è necessario seguire un trattamento di durata non inferiore alle 2 settimane.

    Inoltre, poiché l’organismo umano presenta un microbioma ben radicato e resiliente, i probiotici che vengono assunti non riescono a stabilirsi in modo definitivo (ciò avviene solo con cambiamenti drastici della dieta che si prolungano nel tempo), dunque gli effetti derivanti dall’assunzione dell’integratore tendono a scemare circa 20 giorni dopo l’assunzione dell’ultimo integratore.

    Sulla base di queste conoscenze, qualora i risultati di un test deputato allo studio del microbiota vaginale dovessero evidenziare la presenza di Clamydia in percentuali non ancora pericolose ma potenzialmente dannose, ricorrere a integratori di probiotici può essere utile per aumentare la fertilità femminile.

    La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

    Una delle più frequenti cause di infertilità (soprattutto negli Stati Uniti d’America, dove è stata condotta una indagine epidemiologica ad hoc) è la sindrome dell’ovaio policistico, condizione anche nota con la sigla PCOS.

    Si tratta di una condizione che presenta una sintomatologia complessa e articolata, non identica in tutte le donne, anche se con tratti tipici della malattia (basti pensare, ad esempio, al fenomeno dell’irsutismo).

    La sua incidenza è piuttosto elevata, in quanto dal 5 al 10% della popolazione mondiale ne soffre; se non opportunamente trattata, la sindrome dell’ovaio policistico può provocare infertilità. I meccanismi tipici di questa malattia sono stati studiati, anche se al momento non sono note con precisione le cause scatenanti (si ipotizza, comunque, che i fattori genetici siano predominanti).

    Tra i principali effetti della sindrome dell’ovaio policistico, oltre chiaramente alla presenza di cisti sull’ovario, vi è un’elevata concentrazione di androgeni nel sangue, ormoni tipicamente maschili. Colpisce le donne già nella fase della pubertà, anche se può essere diagnosticata dopo diversi anni.

    Molte delle cure a cui si ricorre per risolvere la sindrome dell’ovaio policistico sono specificamente pensate per risolvere i sintomi associati ad essa. Inoltre, per fortuna, negli anni sono stati messi a punto diversi formulati, nello specifico integratori alimentari in grado di aiutare a prevenire il problema o evitarne l’aggravarsi.

    Molti di questi integratori alimentari sono a base di inositolo, una molecola appartenente alla categoria dei polioli, che ha mostrato importanti effetti sulle cisti che attaccano l’ovario.

    Nello specifico, secondo diversi studi l’assunzione di inositolo ha importanti effetti sulla concentrazione di androgeni a livello sanguigno, nonché sulla sensibilità all’insulina. Uno degli effetti collaterali della sindrome dell’ovario policistico, infatti, è l’insensibilizzazione all’insulina, a causa della quale le pazienti possono sviluppare il diabete mellito di tipo 2.

    L’inositolo, in alcune delle sue forme comunemente reperibili in natura, ha invece mostrato importanti effetti su questi due ormoni, riducendo non solo gli effetti collaterali dovuti a una loro accentuata o mancata attività, ma anche prevenendo condizioni negative future.

    Tra gli effetti più facilmente visibili da attribuire all’assunzione di integratori a base di inositolo vi è la regolarizzazione del ciclo mestruale. Il controllo dei livelli di androgeni e la conseguente prevalenza degli estrogeni su di essi ha proprio l’effetto di rendere il ciclo mestruale regolare e corretto, aiutando dunque a riconoscere quali sono i momenti ideali in cui provare a concepire un bambino.

    Carenze di vitamine e minerali

    Come già accennato in precedenza, il concepimento di un bambino è un fenomeno estremamente complesso e delicato, in cui l’organismo femminile si predispone a quello che – dal punto di vista evoluzionistico – è l’elemento fondamentale: la procreazione.

    In questo processo molto complesso è necessaria la presenza di numerose vitamine (soprattutto afferenti al gruppo B) e minerali, in gran parte fondamentali per predisporre l’ambiente uterino ad accogliere il feto.

    La carenza anche solo di uno di questi composti può provocare il mancato concepimento, anche se la produzione di ovuli è adeguata: ecco perché si parla spesso di infertilità e non di sterilità, che sono due concetti completamente differenti.

    Anche in questo caso, però, è possibile integrare le vitamine o i minerali carenti attraverso l’assunzione di integratori vitaminici per rimanere incinta, il cui obiettivo è proprio quello di sopperire l’assenza o il mancato assorbimento di queste molecole.

    Sotto questo punto di vista, c’è da dire che il mercato è decisamente molto vasto: in commercio vi sono decine di soluzioni di questo tipo, tutte mirate a fornire supporto alle donne che vogliono rimanere incinte le cui analisi evidenziano un deficit di natura alimentare.

    Le vitamine del gruppo B sono indubbiamente quelle che rivestono la maggiore importanza in questo ambito. In maniera molto generica, infatti, si può dire che le vitamine appartenenti a questo gruppo sono quelle necessarie per far avvenire i processi metabolici, attraverso i quali l’organismo umano produce energia.

    Ovviamente, la gravidanza è un momento molto dispendioso dal punto di vista energetico, il che spiega la necessità di integrare elevate quantità di queste vitamine nella propria dieta.

    In particolare, mentre la vitamina B6 è importante per prevenire alcuni sintomi spiacevoli a carico della madre (tra cui nausea e vomito), la B9 – anche nota con il nome di acido folico – è fondamentale per la salute del feto. Grazie ai folati, infatti, si prevengono alcune condizioni pericolose, tra cui spina bifida e alcune forme di anemia.

    Anche il fabbisogno di ferro e calcio aumenta in maniera considerevole durante la gravidanza, per cui – se si è alla ricerca di rimedi per rimanere incinta – non è assolutamente possibile trascurare l’assunzione di queste molecole.

    Integratori per rimanere incinta: i migliori in commercio

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    A seconda del problema che interessa il proprio organismo o semplicemente in via precauzionale, è possibile ricorrere a integratori naturali per rimanere incinta, a patto che siano sicuri e realizzati a partire da ingredienti di primissima qualità.

    La scelta, dunque, deve essere effettuata in maniera consapevole, ma dato che in commercio vi sono decine di integratori alimentari che si prefiggono questo scopo, può essere estremamente complicato selezionarne uno sulla base delle proprie esigenze.

    Proprio per questa ragione, ecco una lista dei migliori integratori pre gravidanza, da assumere se si intende concepire un bambino.

    SanaExpert Natalis Pre con vitamine, minerali e acido folico

    Natalis Pre di SanaExpert è un integratore alimentare sotto forma di capsule che favorisce il concepimento, grazie alla sua composizione opportunamente studiata. Chiaramente, non ci si può attendere un prodotto miracoloso, ma di certo contribuisce a creare un ambiente ospitale per il feto.

    La sua caratteristica principale è la presenza di acido folico. Questo composto, che con tutti quelli appartenenti alla medesima categoria è riconosciuto come vitamina B9, ha un ruolo molto importante, in quanto è necessario per la divisione cellulare.

    Sia le cellule uterine che l’ovocita appena concepito necessitano di una veloce riproduzione cellulare, per poter sviluppare in fretta i vari tessuti e le varie parti dell’organismo. Con quantitativi elevati di acido folico, si riesce a supportare egregiamente queste funzioni.

    Proprio per questo motivo, i ricercatori di SanaExpert hanno pensato di introdurre ben 800 microgrammi di folati all’interno di ogni singola compressa, in modo da soddisfare ampiamente le esigenze nutritive dell’aspirante mamma e del bambino, soprattutto durante le prime 12 settimane.

    In questo integratore, però, non è presente solo l’acido folico: infatti vi è anche lo zinco, un minerale molto importante che catalizza moltissime reazioni biochimiche, fondamentali per la crescita del bambino e per la salute della madre. Infine, non manca un vasto gruppo di vitamine e sali minerali, tra cui ferro, cromo, rame e vitamine appartenenti ai gruppi B, A, C e D.

    Il prodotto è adatto anche a chi segue una dieta vegetariana o vegana, e non contiene né glutine né lattosio. Ogni confezione comprende 30 compresse, sufficienti per un mese di trattamento.

    Multicentrum Pre-Mamma – multivitaminico con acido folico

    Tutti conoscono il famoso marchio Multicentrum, che propone da decenni un multivitaminico e multiminerale adatto a tutte le situazioni. Non tutti sanno, però, che Multicentrum ha pensato di immettere in mercato una formulazione differente, pensata specificamente per le donne in cerca di una gravidanza.

    Multicentrum Pre-Mamma è un valido aiuto per tutte coloro che vogliono preparare il proprio corpo ad accogliere una nuova vita. Come tutti i formulati pensati genericamente per massimizzare la probabilità di concepire un bambino, anche Multicentrum Pre-Mamma contiene elevate concentrazioni di acido folico altamente biodisponibili.

    Le compresse, in questo caso, sono insapori e facili da assumere, grazie alle dimensioni non troppo importanti. In ogni compressa, inoltre, sono presenti tutte le vitamine del gruppo B, nonché beta-carotene e vitamine C ed E, in quantità tali da coprire completamente il fabbisogno giornaliero.

    Non mancano poi i minerali, tra cui calcio, selenio, cromo e zinco. Anche in questo caso, in ogni singola confezione – commercializzata a un prezzo competitivo – sono presenti circa 30 compresse, sufficienti per altrettanti giorni di trattamento.

    GoFertil Pink di GP Pharma con vitamine e acido folico

    GoFertil Pink di GP Pharma è pensato per rispondere a esigenze differenti rispetto a quelle generiche di donne che desiderano concepire un bambino. GoFertil Pink è infatti un coadiuvante nel trattamento della sindrome dell’ovaio policistico.

    Tra le molecole biologicamente attive che esso contiene, infatti, vi è il mio-inositolo, una forma altamente accessibile di inositolo, i cui vantaggi nel trattamento della sindrome dell’ovaio policistico sono già stati affrontati in precedenza.

    In ogni bustina, infatti, sono presenti circa 2000 mg di mio-inositolo, coprendo egregiamente le esigenze delle donne in cerca di un bambino. Non mancano poi acido alfa-lipoico, che è un potente antiossidante, nonché il coenzima Q10, necessario per la produzione di energie.

    Come già detto, il prodotto si presenta in bustine, per cui il suo consumo è semplice: basta sciogliere il contenuto in un bicchiere d’acqua e assumere immediatamente.

    Il contenuto di una confezione è sufficiente per un mese di trattamento, e per effetti visibili e a lungo termine si consiglia l’assunzione dell’integratore alimentare per almeno 3 mesi consecutivi.

    Myo-Plus di MyOva – integratore con myo inositolo, acido folico e cromo

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    Le soluzioni per le donne che soffrono di ovaio policistico non mancano sul mercato. Myo-Plus di MyOva è un altro prodotto pensato proprio per questa fascia di consumatrici.

    A differenza delle bustine, che possono avere un sapore non particolarmente gradevole, questo integratore ha la forma di una compressa, da assumere insieme a un bicchiere d’acqua.

    Anche in questo caso, la molecola che viene principalmente integrata è il myo-inositolo, forma biologicamente più attiva e biodisponibile dell’inositolo. È bene sapere che ogni compressa contiene circa 4000 mg di mio-inositolo, una quantità senza dubbio molto elevata.

    Anche i folati, la cui concentrazione raggiunge i 200 microgrammi per compressa, sono presenti nella forma più facilmente accessibile da parte dell’organismo umano, assicurandone l’efficacia.

    Per semplificare l’assunzione delle compresse, la casa produttrice ha pensato di dividere la dose giornaliera in 3 parti, consigliando l’assunzione di 3 capsule al dì di dimensioni ridotte.

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    Conclusioni

    Nonostante le difficoltà che è possibile riscontrare nel tentativo di rimanere incinta, tutte le aspiranti mamme devono sapere che vi sono diverse soluzioni che possono aiutare e supportare l’organismo ad ospitare il feto.

    Come in tutti i casi, però, gli integratori alimentari vanno pensati esclusivamente come supporto alla dieta abituale, dunque non possono essere assunti se non si segue un’alimentazione variegata e uno stile di vita attivo.

    Si consiglia, infine, di non superare in nessun caso la dose massima consigliata dai vari produttori, e qualora si soffra di problemi specifici, è opportuno consultare il medico prima di iniziare il trattamento.

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    Ultimo aggiornamento 2020-09-19 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API